Presentazione del Catalogo Generale delle opere grafiche a cura di Anita Festa

Il catalogo generale dell’Opera di Tano Festa, attualmente online, si arricchisce di una nuova preziosa sezione: il catalogo generale delle opere grafiche.
Nel medesimo sito, da due differenti ingressi, si accede ai due cataloghi.
Quello pubblicato nel mese di giugno del corrente anno, ove sono pubblicate 1.736 opere, la maggior parte a colori, tratte dall’archivio Tano Festa da me presieduto e curato ed anche dalla documentazione contenuta nell’archivio precedente, realizzato su delega degli Eredi Tano Festa, da colui che fù il mercante ed il gallerista dell’artista nell’ultimo periodo della sua vita.
Il contenuto, in originale, di questo archivio è divenuto, a seguito della morte di quest’ultimo, di proprietà degli eredi Tano Festa e da questo ho attinto un cospicuo numero di opere le cui immagini, per lo più in bianco e nero, sono state integrate al catalogo dell’Opera pittorica.
Ciò al fine di arricchire e ricostruire il percorso dell’artista, mio padre, venuto a mancare nel gennaio del 1988.
Opere queste che, in seguito alla richiesta degli attuali proprietari, verranno ad essere ufficialmente archiviate, così, oltre all’attività di raccolta e di catalogazione, si potranno avere notizie e specifiche sulle singole opere; inoltre, con la collaborazione dei proprietari, si permetterà all’archivio di arricchirsi di immagini a colori di miglior qualità.
Dal secondo ingresso si accede al catalogo dell’Opera grafica.
Le opere ivi contenute sono 606, disposte in file da 6, in ordine di 10 file a pagina; queste sono state da me raccolte nell’arco di ventidue anni e sono state tutte archiviate.
In questo, come nel precedente, è stata rispettata la sequenza cronologica del suo lavoro dal 1960 al 1987, (dei suoi esordi ne ho reperita una sola che risale al 1957).
L’importanza che riveste questa pubblicazione, in cui sono presenti 2.342 opere, tra pittoriche e grafiche, è ineguagliabile e di inestimabile pregio poiché nulla di simile è mai esistito, di così completo e scientificamente attendibile sull’artista scomparso trentasei anni or sono, in merito alla quantità, ma soprattutto alla qualità delle opere selezionate, che mira a preservare l’integrità della sua produzione, ancorché alla ricostruzione ragionata grazie all’esperienza acquisita nel corso della ricerca che perseguo da più di venti anni con lo scopo principale e il fine ultimo di redigere questo catalogo.
Ritengo di aver dimostrato una tenacia ed una perseveranza inconsueta, considerando la difficilissima situazione peculiare a questo artista, anch’essa mio malgrado ereditata unitamente ai legittimi diritti, che mi sono trovata all’età di 26 anni, sola, a volere affrontare.
Forse in seguito a questa immane operazione di valorizzazione del suo operato egli potrà essere conosciuto in maniera autentica e veritiera.
Si conosce l’artista parzialmente grazie ad alcune importanti mostre nelle quali è stato rappresentato degnamente. Mi auguro che egli possa essere finalmente conosciuto nella maniera più ampia e corretta e possa ricevere il meritato tributo che nel corso di questi trentasei anni il mondo dell’arte non gli ha sufficientemente reso.
Questa situazione è dovuta, in parte, dall’assenza di un catalogo, come questo, che illustra in maniera pertinente ed aderente alla realtà, l’ingente mole del suo lavoro.
Tano Festa è nato il 2 novembre del 1938 nel giorno che celebra i defunti ed è morto a soli 49 anni, da poco compiuti.
La sua incredibile avventura nella vita e nell’arte è connotata da instancabile vitalità ed immensa energia che traslava alle sue opere.
Era un grandissimo lavoratore, per quanto lui si definisse un uomo molto pigro.
Ma al contempo la sua vita è stata una inesorabile discesa agli inferi; un lento consapevole lasciarsi morire, distruggendo scientemente il suo corpo, forse nell’intimo ed inconfessato desiderio di raggiungere l’amato fratello, prematuramente scomparso.
Un altro grande artista, Francesco Lo Savio.
Guardando attentamente le molte opere su carta qui pubblicate e leggendo i titoli ch’egli assegnava o “affibbiava” ad esse, che ho disposte nella sequenza temporale in cui le ha realizzate (fatta eccezione per due anni nei quali vi è un numero talmente esiguo che ho ritenuto plausibile disporle seguendo un criterio più estetico che cronologico), si possono scoprire aspetti inusitati della sua natura.
Emergono il suo innato senso dell’umorismo, la sua capacità di prendersi gioco di sé stesso ed il sapere essere giocoso nei confronti della vita.
Queste opere, di certo meno potenti di quelle pittoriche, fanno emergere la sua indole, per un verso rigorosamente intellettuale, che si estrinseca nel lavoro scientifico di esplorare e replicare il medesimo soggetto in una miriade di declinazioni, così nel tratto grafico preciso e pulito, e per l’altro, un’indole primordiale, giocosa, innocentemente dissacrante.
Nelle opere degli anni ’60 prevale il primo aspetto, in quelle degli anni ’70 inizia ad emergere anche il secondo, ludico e ironico, che concepisce le opere in commistione al primo, mentre negli anni ’80 prevale nettamente il secondo.
Questo fenomeno è un evidente ritorno alle origini del suo vero sé.
Ho riscontrato che la maggior parte delle opere grafiche sono speculari alle opere pittoriche; talvolta l’idea di un’opera nasce da un disegno, ma solitamente le realizzava nel mentre creava quelle su tavola o su tela, replicando in seguito la medesima idea, il medesimo soggetto, sulla carta.
Per concludere questa presentazione del catalogo dell’Opera grafica di Tano Festa, tengo a rimarcare quanto sia fondamentale collaborare con l’archivio fornendo le immagini migliori possibili per favorire una degna riproduzione del suo lavoro, che ha soprattutto il fine di valorizzarlo e, come diretta conseguenza, i collezionisti, i galleristi e i mercanti d’arte, in qualità di possessori materiali delle opere, ne beneficeranno.
Ciò detto, è noto che mia sorella ed io, in qualità di legittime eredi, deteniamo in via esclusiva i diritti morali ed intellettuali su tutta l’Opera di nostro padre, così come il diritto di riprodurre le immagini che le ritraggono (copyright).
Possediamo, altresì, la facoltà di rivendicare la paternità dell’opera così come l’aveva l’artista in vita, ed abbiamo più a cuore di chiunque la tutela e la salvaguardia, non solo del lavoro, ma del modo in cui viene mostrata e rappresentata la figura dell’artista in qualità di individuo.
Questo è il vero ruolo e la reale missione di un erede che compie il suo dovere e onora la memoria dell’artista scomparso.

 

 

 

 

Realizzazione sito: Leone Web Studio, Firenze.
Restauro file digitali: Fotografo Fiorenzo Toma, Padova.